LESSICO FAMILIARE 2012

Quando si parla di famiglia, all’apparenza potremmo essere tutti d’accordo sulla sue definizione: “nucleo sociale formato da due o più persone legate da vincolo di matrimonio o di parentela”.

In realtà negli ultimi decenni sotto questo termine hanno trovato posto varie realtà: si pensi alle famiglie monoparentali, alle famiglie ricostruite, alle coppie che convivono senza essere sposate, alle coppie omosessuali e via dicendo. In quest’ottica, diventa difficile dare una definizione di “famiglia” che possa mettere tutti d’accordo.

Per risolvere questo impasse, da qualche anno si è scelto di considerare la famiglia come “luogo di cura”, dove la cura non è intesa nel senso di assistenza diagnostica o terapeutica, ma come “atteggiamento costante e premuroso nel confronto di un’altra persona” o, meglio ancora, “nel confronto delle relazioni”. Accettando questa definizione, si può parlare di “cura coniugale”, “cura genitoriale”, “cura delle relazioni trigenerazionali” o “cura delle relazioni con il Paese di origine”; quest’ultimo termine fa riferimento al numero crescente di famiglie che vengono separate dal fenomeno migratorio, giungendo a non condividere lo stesso territorio ma senza perdere le loro caratteristiche di accudimento e cura reciproca. Soprattutto in Italia, negli ultimi anni, si è fatta strada l’esigenza, per gli specialisti che si occupano di psicologia e di relazioni, di tenere in considerazione la realtà straniera e il suo legame con le terre di provenienza.

Tanto per avere un’idea di come sono cambiate le realtà nel nostro Paese, basta dare un’occhiata ad alcuni dati e farne il confronto con pochi decenni or sono. Il numero dei matrimoni, negli ultimi anni, è leggermente aumentato dopo un calo negli anni precedenti; anche il livello di natalità ha ripreso a salire dopo un periodo di stasi; il tema del divorzio è all’ordine del giorno (c’è chi parla del 60% delle coppie), con tutto quello che si porta dietro: il dramma delle famiglie separate, i figli divisi, le famiglie ricostruite. L’amore di coppia ha assunto altri volti: non ha più una sua temporalità fissa, non è più vincolato come un tempo alle famiglie d’origine e ha raggiunto una sua precarietà. Un tempo si parlava di “treno dell’amore”, su cui bastava salire perché portasse da qualche parte, senza che si facesse fatica; adesso di parla di “automobile dell’amore”, su cui ogni mattina bisogna salire e che bisogna condurre con le proprie forze, altrimenti non si va da nessuna parte. Anche questo con tutte le sue caratteristiche: il facile accesso ad alternative sentimentali, la scelta più libera di interrompere le relazioni, la crescente insicurezza nei confronti del proprio partner e via dicendo…

Tutto questo ha portato, oltre che a una maggior fragilità ed insicurezza nelle relazioni, ad uno spostamento temporale di tutte le fasi della famiglia: i giovani abbandonano sempre più tardi la casa dei genitori, il matrimonio viene procrastinato, i figli arrivano in età più avanzata e sono sempre meno numerosi; tutto questo può trovare spiegazione nel dilatarsi del periodo di studio e formazione (laurea, corsi post-laurea), il ritardato ingresso nel mondo del lavoro da parte dei giovani e una maggiore insicurezza economica, che hanno come risultante un prolungamento del periodo di convivenza e interdipendenza tra genitori e figli giovani adulti

Questo excursus ha semplicemente lo scopo di dare un’occhiata al vasto e complicato mondo di relazioni e caratteristiche con cui si viene a contatto quando si decide di occuparsi di famiglie. Si parla di individuo (con le ulteriori specificazioni che si possono fare), di diade, di triade, di legame con le famiglie d’origine, della reciproca influenza con l’ambiente culturale, sociale, politico, e via dicendo.

In quest’ottica, capita sempre più spesso nella professione di psicologo della famiglia di imbattersi in situazioni problematiche, che vanno dalla crisi momentanea della coppia alla difficoltà di comunicazione tra genitori e figli. È importante distinguere tra il momento fisiologico del ciclo vitale della famiglia e quella che è la situazione disfunzionale, che in molti casi può richiede l’intervento di uno specialista.

Molto spesso capita di venire a contatto con teorie pseudo-psicologiche che propongono le soluzioni ideali per una soddisfacente relazione di coppia, per una corretta educazione dei figli, e via dicendo. Non è questa la sede per affrontare la veridicità dei singoli approcci, ma ci preme sottolineare l’attenzione che va posta nel ritenere adatte alla propria esperienza tali prescrizioni: siamo fermamente convinti che ogni famiglia abbia caratteristiche proprie ed inimitabili, pur nella loro semplicità o somiglianza con altre realtà; in questo senso, ci viene difficile pensare ad una “ricetta del buon umore” che sia adatta per tutte! Così come ciascuno di noi ha una storia diversa dalla persona che abbiamo accanto, così ogni relazione ha una sua peculiarità, e il suo benessere dipenderà da un diverso percorso e da diversi atteggiamenti.

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