“Ormai con Facebook è tutto cambiato”: Internet ha cambiato le relazioni di coppia?

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“Ormai con Facebook è tutto cambiato: prima potevi avere due fidanzate in due città diverse, ora appena ne hai una l’altra lo scopre guardando Fb!” Certo, perché adesso una delle prime cose che si fa quando ci si fidanza è aggiungerlo al proprio profilo. Su facebook c’è un’area in particolare adibita al proprio status affettivo: single, impegnato, in una relazione complicata, … vedovo,…

La frase da cui prende spunto questa riflessione proviene da una conversazione con un amico, oramai di qualche anno fa, quando Facebook stava iniziando a diffondersi a macchia d’olio tra i giovani e ad occupare molte delle conversazioni con gli amici: “ma tu ci sei su Facebook?” “Ma sai chi ho trovato su Facebook??” e così via. Data la duttilità dello strumento e la sua efficienza nel ri-creare relazioni con le persone significative (ma, come ben sappiamo, non solo quelle), era inevitabile che si diffondesse così tanto e che di conseguenza generasse delle domande e delle considerazioni. Personalmente, mi ha sempre interessato l’aspetto comunicativo e relazionale di quello che facevamo in rete: con chi comunicavamo, quanto, in che modo, che differenza ci fosse con la comunicazione al di fuori della rete, e via dicendo. Altrove (Bedini, 2012, 2015, in progress; Bedini, Curto e Skarzynska-Sernaglia, 2013, 2015) ho cercato di illustrare le dinamiche che avvenivano in rete, non occupandomi tanto dei comportamenti problematici di cui si sente molto parlare (Dipendenza da Internet, Dipendenza da Facebook, e via dicendo), quanto più di come avvenisse la comunicazione con le altre persone e come essa apparisse molto più facile rispetto alla comunicazione vis-a-vis. La possibilità di re-inventarsi dietro lo schermo e di essere protetti da questo schermo ha dato vita a un nuovo modo di presentarsi all’altro, più facile, malleabile e che fornisce in ogni momento la possibilità di tornare indietro e ri-ri-crearsi ricominciando da capo. E’ questa sua caratteristica innovativa che ha permesso alla Rete di essere così seduttiva e gratificante, spesso a scapito delle relazioni offline.

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A tal proposito, viene da chiedersi come la Rete, i social network, le chat, abbiano modificato il rapporto con le persone significative, in particolare con il partner. Spesso si afferma che la Rete sembra aver minato la relazione di coppia, in quanto ha tolto tempo e spazio alla relazione duale (come si dice abbia fatto la televisione dagli anni ‘50 del secolo scorso in poi) e in più ha aperto le persone a un ventaglio maggiore di scelte alternative, spesso rese ancora più allettanti da quel meccanismo che ci consente di poterci dipingere in Rete meglio di come potremmo essere nella realtà. Nella pratica clinica, in effetti, mi è comparso non di rado casi di coppie in crisi perché uno dei due aveva avuto una “scappatella” in chat o con una persona conosciuta in rete. Altri casi possibili sono quelli in cui uno dei due partner si rifugia sui giochi online (incredibilmente seducenti a tutte le età) o, ancora, nella visione di materiale pornografico. Tuttavia questi sono casi estremi, che per quanto frequenti non costituiscono affatto la norma. Statisticamente, in realtà, è il luogo di lavoro che resta in cima ai luoghi di tradimento, e non la Rete. Ma qui torniamo al punto di partenza, quella famosa frase da cui sono partito: un’ottica alternativa per vedere il “fenomeno della coppia ai tempi di Facebook” è proprio quello di considerare il ruolo che la Rete stessa ha avuto nel definire e rendere visibile la coppia. Lo spazio che esiste nei profili, il cosiddetto status, altro non significa che “dì al mondo chi è la persona con cui stai insieme”; la foto profilo può mandare il messaggio “se hai una persona importante, metti una foto con lei, che tutti sappiano che siete una coppia”. L’aggiungere la relazione con il partner al proprio profilo significa mettere in vetrina il proprio rapporto, affermare l’esistenza dell’Altro come secondo membro della propria relazione duale e, in tal modo, far sì che gli altri contatti lo identifichino e lo riconoscano come tale! Se quindi da un lato la Rete può essere accusata di aver reso più fragile la coppia, possiamo anche riconoscerla che ha anche dato spazio alla coppia di essere riconosciuta! Che questo sia un bene o un male (per il mio amico probabilmente era un male), è tutto da vedere, ma riguarda solo ed esclusivamente ciascuna coppia!

Bibliografia

Bedini, E. (2012) Le identità virtuali. Quello che la sistemica dice e quello che non dice. In Mosconi, A. Pezzolo, M. Racerro, G. (a cura di) Identità sistemiche. Atti del Convegno Nazionale 2012 del Centro Milanese di Terapia della Famiglia. Centro Padovano di Terapia della famiglia, pp. 757-793.

Bedini, E. (2015) Rete e connessioni: teoria e clinica di Internet secondo l’approccio sistemico-relazionale. Tesi non pubblicata, Centro Milanese di Terapia della Famiglia.

Bedini, E., Curto, E., Skarzynska-Sernaglia, J. (2013) Ci vediamo in chat: Come costruiamo le nostre relazioni all’interno di Internet. Intervento presentato al Convegno Nazionale del Centro Milanese di Terapia della Famiglia a Montegrotto (PA), 18-20 ottobre 2013.

Bedini, E., Curto, E., Skarzynska-Sernaglia, J. (2015) Adolescenti e Social. Anticipazione di una ricerca. Intervento presentato al convegno “Nati per Crescere” a Treviso (TV), 19 settembre 2015.

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