Abstract

La manipolazione della realtà attraverso i mass media – Come la comunicazione e la trasmissione di informazioni influiscono sulle credenze e sui modi di pensare.

Sophia Rita Jadda, Eugenio Bedini

La vita è da sempre un processo cognitivo: vivere significa essere continuamente alla ricerca di nuove conoscenze, conseguentemente è possibile affermare che conoscenza è sinonimo di esistenza. E’ proprio attraverso la curiosità e la necessità di sapere che l’individuo genera il proprio mondo.

Ciascun individuo costruisce la propria realtà attorno ad un “discorso” e la conoscenza è intesa in termini di interpretazione soggettiva, un po’ come indossare occhiali con colorazioni di lenti differenti, come direbbero i filosofi o i cultori delle teorie delle relazioni internazionali.

All’interno della società, però, il “discorso” soggettivo dei singoli individui può essere messo in dubbio ed indebolito dall’ affermarsi di nuove credenze che piano piano diventeranno quelle dominanti.

Esistono, come vedremo, dei meccanismi di costruzione che possono essere applicati anche nell’ambito dell’acquisizione di informazioni e nozioni da parte degli individui. Questi meccanismi sono divisi in tre macro-aree: diffusione, intesa in termini di propaganda, sia a livello convergente che competitivo; socializzazione, ossia accettazione dei contenuti tramite imitazione o influenza sociale ed infine internalizzazione, con la normalizzazione e la presa di coscienza.

Jadda, S. R., Bedini, E. (2017). La manipolazione della realtà attraverso i mass media – Come la comunicazione e la trasmissione di informazioni influiscono sulle credenze e sui modi di pensare. https://www.smashwords.com/extreader/read/723321/1/la-manipolazione-della-realta-attraverso-i-mass-media-come-

 

Adolescenti e Social: anticipazione di una ricerca

Eugenio Bedini , Erika Curto , Justyna Skarzynska-Sernaglia

Il mondo di Internet si è sviluppato in maniera esponenziale in questi ultimi anni, e molto probabilmente andrà a svilupparsi ulteriormente nel prossimo futuro (Riva, 2010); possiamo dire che è sempre più presente nella nostra vita, in tutti i suoi aspetti (Dall’Aquila, 1998; Marcucci e Lavenia, 2005; Riva, 2010). Ovviamente questo ha influenzato enormemente i nostri processi di comunicazione, in particolare in seguito allo sviluppo dei social network (Riva, 2010). Il rapporto tra individuo e virtuale tuttavia non è ancora molto chiaro (Margiotta, in Mapelli, 2010). L’approccio sistemico-relazionale, pur dedicando grande attenzione ai nostri modi di comunicare e al rapporto che creiamo con l’altro(cfr. Malagoli Togliatti e Telfener [a cura di], 1983; Selvini Palazzoli, Boscolo, Cecchin e Prata, 1975; Selvini Palazzoli, Boscolo, Cecchin e Prata, 1980; Watzlawick, Beavin e Jackson, 1967), non sembra ancora essersi occupata in modo esaustivo di come il mondo del virtuale influisca sull’esperienza del Sé dell’individuo e sul suo modo di gestire relazioni all’interno del mezzo virtuale (Bedini, 2012).

Il nostro gruppo di ricerca è nato proprio con l’intento di utilizzare l’ottica sistemica al fine di dare una possibile chiave di lettura delle dinamiche che si svolgono in internet, in particolare all’interno delle chat e dei social network. Analizzando la letteratura e basandoci in modo particolare sulla ricerca a cura di Makaruk e Wójcik (2012) e finanziata dalla Commissione Europea, abbiamo quindi creato un Questionario delle Relazioni in Internet (QRI, Bedini, Curto e Skarzynska-Sernaglia, 2013), un questionario self-report che andasse a monitorare l’utilizzo di dispositivi con accesso a Internet, il tempo di accesso alla Rete, gli strumenti utilizzati (come emoticons o videochiamate) e le relazioni intessute con gli altri utenti. Al fine di avere un campione il più possibile rappresentativo della popolazione, abbiamo somministrato il questionario alle classi terze degli istituti superiori del centro di Treviso che hanno aderito al progetto. In questo intervento verranno presentati i risultati della ricerca.

Bedini, Curto, Skarzynska-Sernaglia (2015) Adolescenti e Social: Anticipazione di una ricerca. Intervento presentato al convegno “Nati per crescere” a Treviso, 19 settembre 2015.

 

La risposta sessuale in coppie stabili: contributo alla verifica empirica del modello di Basson (2000) in un campione italiano.

Marta Panzeri, Eugenio Bedini

Introduzione. La funzione sessuale finora è stata raramente studiata nella coppia. In questo lavoro si è voluto confrontare la funzione sessuale di maschi e femmine alla luce delle più recenti ipotesi teoriche della letteratura al riguardo, in particolare il modello di Basson (2000), in un campione di 188 coppie italiane.
Metodo. Sono state studiate 188 coppie con un’età che andava dai 18 ai 65 anni utilizzando
gli adattamenti italiani del Brief Index of Sexual Functioning (BISF) for Women e for Men e
del Perceived Relationship Quality Components Inventory. I 4 fattori e le 7 dimensioni del
BISF sono stati analizzati tramite Manova per verificare l’effetto del genere e dell’età e sono
stati correlati con i 6 ambiti del PRQC per verificare l’effetto della qualità della relazione di
coppia sulla funzione sessuale.
Risultati. I maschi hanno valori significativamente più alti nella Sessualità Autoerotica, nella
Sessualità di Coppia, nella Sessualità Anale, nella Soddisfazione, nel Desiderio, nell’Iniziativa,
nell’Orgasmo, nel punteggio complessivo e significativamente più bassi nei Problemi.
Non ci sono differenze e negli altri indici. Per le donne l’impegno correla con tutti i valori
del BISF tranne che con la Sessualità Autoerotica (per gli uomini solo con la Sessualità
di Coppia) e l’Eccitazione con tutti gli ambiti del PRQC (per gli uomini con nessuno).
Discussione. I risultati confermano il modello della Basson (2000) sulla differenza tra sessualità
maschile e femminile, in particolare per quanto riguarda le modalità di eccitazione
nella donna.

Panzeri, M., Bedini, E. (2016). La risposta sessuale in coppie stabili: contributo alla verifica empirica del modello di Basson (2000) in un campione italiano. Rivista di Sessuologia, 40 (1), 135-151.

 

La ripresa della sessualità di coppia dopo la nascita del primo figlio. Uno studio qualitativo su un gruppo di coppie italiane

Marta Panzeri, Desy Meneghello, Sara Petterlini, Eugenio Bedini

La letteratura affronta il tema dei cambiamenti bio-psicosociali e dei nuovi ruoli che la diade genitoriale vive dopo la nascita del primo figlio, sottolineando l’influenza che tali fattori hanno sull’esperienza sessuale dei neo-genitori (Bitzer e Alder, 2000). Tuttavia fino ad oggi la ricerca si è concentrata sulla figura femminile, tralasciando i cambiamenti sessuali dei neo-padri. Il presente studio ha voluto indagare tramite focus group su un campione di 19 coppie della provincia di Treviso quali aspetti fra quelli evidenziati in letteratura incidessero sulla ripresa della sessualità di coppia. Dalle discussioni sono emersi come rilevanti: problemi fisici legati al parto; paura di provare/far provare dolore; timori della donna di non piacere più a causa delle modificazioni corporee; gestione della quotidianità; percezione del supporto fornito dal partner; importanza delle informazioni ricevute dalle figure professionali.

Panzeri, M., Meneghello, D., Petterlini, S., Bedini, E. (2014) La ripresa della sessualità di coppia dopo la nascita del primo figlio. Uno studio qualitativo su un gruppo di coppie italiane. Rivista di Sessuologia Clinica, XXI, 2014/1

 

Ci vediamo in chat: Come costruiamo le nostre relazioni all’interno di Internet

Eugenio Bedini, Erika Curto, Justyna Skarzynska-Sernaglia

In questi ultimi anni Internet si è diffusa in misura sempre maggiore, andando a influire su molteplici aspetti della vita dell’uomo. Le sue particolari caratteristiche, tra cui un nuovo modo di potersi presentare all’Altro e di relazionarsi con le altre persone, attraverso uno strumento diverso da tutti quelli precedentemente conosciuti, rendono il virtuale un ambiente molto conosciuto e frequentato, ma per molti aspetti ancora non adeguatamente esplorato dalla psicologia. Bedini (2012) ha messo in evidenza come l’approccio sistemico-relazionale, che come è noto si occupa in modo particolare di relazione e di comunicazione, non ha ancora dedicato sufficiente attenzione a un contesto che sta prendendo sempre più piede e, nei prossimi anni, sarà molto probabilmente ancora più presente.

Tra gli aspetti presenti nella letteratura, appare particolarmente importante per noi sistemici quello che riguarda le relazioni all’interno del mondo di Internet (Gamba, 2006; Riva, 2010; Tosoni, 2004; Turkle, 1996). Questo elaborato si pone l’obiettivo di approfondire tale tematica, partendo dalla rassegna di Bedini (2012) per esplorare in modo più dettagliato quelli che sono gli aspetti finora considerati e proponendo infine un possibile progetto di ricerca all’interno del contesto italiano che vada a indagare il modo in cui ci relazioniamo con il mondo virtuale e in particolare con gli altri utenti della Rete.

Bedini, E, Curto, E., Skarzynska-Sernaglia, J. (2013) Ci vediamo in chat: Come costruiamo le nostre relazioni all’interno di Internet. Intervento presentato al Convegno Nazionale del Centro Milanese di Terapia della Famiglia a Montegrotto (PA), 18-20 ottobre 2013.

 

Le identità virtuali. Quello che la sistemica dice e quello che non dice

Eugenio Bedini

I nostri processi di comunicazione sono influenzati dai nuovi media e un ruolo centrale in questo processo è svolto dai social network (Riva, 2010). E nel momento in cui entriamo nelle comunità virtuali, ricostruiamo le nostre identità dall’altra parte dello schermo (Turkle, 1996). Il rapporto tra individuo e virtuale tuttavia non è ancora molto chiaro (Margiotta, in Mapelli, 2010a). La sistemica, pur dedicando grande attenzione ai nostri modi di comunicare e al rapporto che creiamo con l’altro, non sembra ancora essersi occupata in modo esaustivo di come il mondo del virtuale influisca sull’esperienza del Sé dell’individuo e sul suo modo di creare nuove reti sociali, che non rispecchiano necessariamente la realtà ma ne creano un’altra all’interno del dominio virtuale (Riva, 2010). Tale lavoro si pone l’obiettivo di analizzare in che modo la letteratura si è occupata di questi aspetti relativamente recenti: partendo dalla definizione di virtuale (Lèvy, 1995; Mapelli, 2010a; Riva, 2010), si tenterà di esporre un’analisi sistemica sull’influenza che in questo senso ha il virtuale e in particolare i social network, fino a giungere alle metafore che sono state introdotte tra il virtuale e la terapia sistemico-narrativa (Giuliani e Nascimbene, 2009).

Bedini, E. (2014) Le identità virtuali. Quello che la sistemica dice e quello che non dice. In Mosconi, A., Pezzolo, M., Racerro, G. (a cura di) Identità sistemiche. Atti del Convegno Nazionale 2012 del Centro Milanese di Terapia della Famiglia.

 

Time perspective of young adults still living with parents (“Bamboccioni”) in time of economic hardship

 Bedini Eugenio, Mancini Federica,  Walter Colesso

Literarature reports that economic hardship can have severe adverse conseguences for families. We investigated the impact of the current economic recession on the approach to goods’ consumption and community agencies, time perspective and life difficulty perception in Italian North-East Young adults (20-35 y.o.) living with the family of origin. The Family Stress Model (Conger & Elder, 1994), Life Adversity Perception Scale (Cusinato & Colesso, 2009), Stanford Time Perspective Inventory – Short Form (D’Alessio, Guarino, De Pascalis e Zimbardo, 2003), and The Satisfaction with Life Scale (Diener, Emmous, Larsen, & Griffin, 1985) were administred to 120 subjects. Structural equation modeling, and its causal model for observed variables, were used to test the influence of contingent economic difficulties on young adults’ changes in prospective.

Bedini, E., Mancini, F., & Colesso, W. (2010). Time perspective of young adults still living with parents (“Bamboccioni”) in time of economic hardship. Poster presented at 5th Congress of the European Society on Family Relations, Milano, Italy, September 28th– October 2.

 

Relational Competence Ecomap (RC-Ecomap): comparing different levels of analyses

Eugenio Bedini, Ornella Mozzato, Giovanna Gianesini

Il paradigma ecologico ha da tempo suggerito di creare l’ecomappa come strumento di assessment nell’ ambito della psicologia della famiglia (Calix, 2004; Carpenter-Aeby, Aeby e Boyd, 2007; Early, Smith, Todd, & Beem, 2000; Hodge, 2000; Ray & Street, 2005). Dalla rassegna della letteratura emergono diverse proposte che presentano vantaggi e limiti. Nell’ ambito della RCT viene proposta una modalità innovativa di ecomappa che considera le dimensioni di alcuni modelli proposti e che permette di analizzare i dati raccolti tramite analisi log-lineari con il vantaggio di ottenere la significatività dei parametri ottenuti. I diversi livelli di analisi vanno intesi con un doppio significato: a) dimensioni gerarchizzate nell’ambito della RCT; b) considerazioni dei dati ottenuti da un singolo soggetto, da una coppia o anche da una famiglia. Qui consideriamo la prima accezione, mentre rimandiamo a un precedente lavoro l’illustrazione della seconda (Cusinato & Colesso, in press).

Bedini, E., Gianesini, G., & Mozzato, O. (2009). Relational Competence Ecomap (RC-Ecomap): Comparing different levels of analyses. Poster presented at the First International Conference of Italian-American Psychologists, Palermo, Italy, June 4.

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